Gli argomenti di questo articolo

L’inverno era neve, la primavera il profumo dei fiori, l’estate il calore del sole, l’autunno le foglie dalle mille sfumature colorate!
Cominciamo con una semplice constatazione: il clima terrestre è in costante mutamento, ed è destinato a rimanerlo. La differenza chiave, spesso sottovalutata nonostante la vastità di informazioni scientifiche disponibili online, sta nella parola “velocità“.
Si dice spesso che la priorità nelle cose da fare sia determinata da quanto grande è un fenomeno e da quanto rapidamente evolve […] non c’è da sorprendersi che i climatologi siano particolarmente interessati al periodo che va all’incirca da 20.000 a 10.000 anni fa, […] perchè nell’arco di quei dieci millenni la temperatura generale della superficie della Terra salì di 5° C, l’aumento più rapido registrato nella storia recente del pianeta.
Tim Flannery – “I signori del clima” in Gli strumenti di Gaia – Ed. Corbaccio 2006 – p. 78
Solo prendendoci un momento per riflettere sul significato di questa variabile, “velocità,” possiamo davvero comprendere cosa sarà il futuro prossimo, cioè domani.
Lo studio del cambiamento climatico terrestre coinvolge diverse discipline scientifiche, le quali ricercano dati sia sulla terraferma che nell’atmosfera. Recenti ricerche climatiche stanno portando molti scienziati ad avanzare l’ipotesi che stiamo vivendo un cambiamento climatico senza precedenti in termini di velocità. Questo fenomeno, noto come effetto serra antropogenico e causato dalle attività umane, sta innescando un’evoluzione climatica caratterizzata da eventi estremi poco conosciuti.
1. Introduzione
Il clima è una realtà complessa, numerose sono le variabili in gioco che ne determinano l’elevata imprevedibilità. Nonostante ciò, grazie ai progressi tecnologici, disponiamo oggi di strumenti avanzati per monitorare e analizzare le condizioni meteorologiche.
Quante volte consultiamo l’app del meteo per pianificare una gita in montagna, un weekend al mare o una serata all’aperto con amici? Questo è possibile grazie ai dati meteorologici rilasciati quotidianamente da istituti di ricerca specializzati.

Tuttavia, nonostante l’affidabilità delle previsioni sia in aumento, è importante ricordare che il clima può ancora sorprenderci con cambiamenti improvvisi e, a causa del cambiamento climatico in corso, tali eventi saranno sempre più frequenti e intensi.
Queste le previsioni da uno studio commissionato dall’OECD:
Si prevede che l’impatto economico diretto dei cambiamenti climatici sulle infrastrutture in Italia aumenterà di circa dodici volte entro il 2050, fino a 5.17 miliardi di euro all’anno.
OECD (2023), Un approccio integrato alle infrastrutture verdi in Italia, OECD Publishing, Paris, https://doi.org/10.1787/4b449b4e-it.
Oggi fa troppo caldo. Accidenti, l’app meteo mi ha “detto” che sarebbe stata una bella giornata soleggiata: piove! Sta piovendo. Devo far fare la passeggiatina al mio Dog, non ne ho voglia e mi toccherà pulir casa dal pacciugo del fango! Pazienza…..Doooog dove sei? …dai che ti porto a fare la passeggiatina!!!……forse è lui che porta fuori me!!!

Noi siamo questi, esseri umani immersi ognuno nelle proprie vite, avvolti da ogni tipo di problema da affrontare e superare, ogni singolo giorno e prestiamo attenzione al clima solo quando ne veniamo disadattati dal nostro confort quotidiano.
Poi veniamo travolti da eventi inaspettati come la tempesta, la Storm Minerva precipitata in Emilia Romagna nel maggio di quest’anno, capace di causare una sincronia di eventi atmosferici sconosciuti al punto tale da dare origine ad un’alluvione di intensità e proporzioni diciamo “incredibilmente disastrose”.

Probabilmente il tuo tragitto da pendolare stradale per recarti al lavoro, oppure per avviarti al mare o in gita fuori città, ti vede comunque al volante della tua auto, mentre ti senti al sicuro come se fossi sotto una coperta calda, proprio come Linus nel suo mondo, mentre fuori sta ‘grandinando’ con chicchi delle dimensioni di una palla da tennis.

Oppure sei finalmente nel pieno della tua euforia perchè te ne scappi in ferie, lontano da tutto e da tutti i soliti giorni quotidiani, sei nel bel mezzo della tua velocità in autostrada, ti fermi sorridendo all’Autogrill per ristorarti dal caldo torrido di agosto, esci per ripartire eeeee…scopri di avere il tuo bellissimo e nuovo parabrezza “bucato” con scia inesorabile di crepe e crepine intorno e sai il motivo? Il caldo torrido modifica la solidità del vetro rendendolo più “morbido”, quindi più facile a rompersi nel caso di urto con oggetti anche di piccole dimensioni, come possono essere i detriti dell’asfalto appena steso. La conseguenza che sempre meno compagnie assicurative potrebbero coprire il danno da cristalli della tua auto o il danno da alluvioni come eventi “eccezionali” bensì come eventi rimodellati quali più frequenti.
Forse hanno un costo maggiore??

Dunque, quel bel vivere “tranquillo” a causa di questa rivoluzione ambientale sta scemando via.
Se desideri approfondire uno studio sulle cause della crisi climatica qui trovi il collegamento al report rilasciato dal MIT (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel 2022.
In questo articolo affronterò due aspetti entrati in orizzonti nuovi a causa della crisi climatica con la sincera speranza di darti una visione utile.
2. Come il cambiamento climatico incide sui rischi assicurativi
Definiamo innanzitutto, il significato di “rischio assicurativo” per meglio comprendere il profondo impatto generato dalle catastrofi naturali sulla sua definizione come riconosciuta fino a qualche anno fa.
Il “rischio assicurativo”, nell’ambito delle compagnie assicurative, si riferisce alla probabilità di verificarsi di eventi o situazioni impreviste che possono portare a richieste di risarcimento da parte degli assicurati. Questi eventi possono includere incidenti, danni materiali, perdite finanziarie o situazioni che richiedono il pagamento di indennizzi da parte della compagnia assicurativa.
Il cambiamento climatico ha un impatto significativo sulla percezione e sulla valutazione del rischio assicurativo. In passato, molte situazioni o eventi climatici erano considerati come “eccezionali” o “rari”, il che significava che le compagnie assicurative effettuavano il calcolo dei premi assicurativi basandosi su una frequenza relativamente bassa di sinistri legati a questi eventi, affidando la loro stima per il valore dei premi a modelli ormai consolidati. Allo stato attuale delle cose molto è in cambiamento.
Come cambia il rischio assicurativo con la crisi climatica
Il comparto assicurativo è in grande fermento, ti elenco alcuni aspetti in ballo sulla questione:
1. Aumento della frequenza e intensità degli eventi climatici estremi: alluvioni, incendi boschivi, frane, uragani e tempeste violente sono in crescente aumento. Questo comporta una maggiore probabilità di richieste di risarcimento da parte degli assicurati.
2. Rischio di eventi “non modellabili: gli operatori delle compagnie assicurative usano modelli statistici per valutare il rischio assicurativo. Tuttavia, con l’aumento degli eventi climatici estremi, alcuni di questi eventi possono essere così rari e imprevedibili che sfuggono ai modelli tradizionali, rendendo difficile la determinazione dei premi assicurativi adeguati.
3. Aumento dei costi dei sinistri: a causa della maggiore gravità degli eventi climatici, i costi associati ai sinistri stanno aumentando. Questo può comportare una pressione finanziaria significativa sulle compagnie assicurative e può influenzare l’equilibrio tra premi raccolti e pagamenti effettuati.
4. Rivalutazione dei premi e delle politiche: molte compagnie assicurative stanno rivalutando i premi e le politiche per riflettere una valutazione più accurata del rischio. Questo può comportare premi più alti per le aree a rischio climatico elevato o addirittura la decisione di non coprire alcune situazioni.
In sintesi, il cambiamento climatico sta trasformando il paesaggio del rischio assicurativo, rendendo essenziale per gli assicurati comprendere appieno il grado del rischio e l’importanza di essere informati sulle implicazioni delle politiche assicurative. Le compagnie assicurative stanno adattando le loro strategie per affrontare questo nuovo contesto. I tempi dell’autoassicurarsi con il fai da te oggi potrebbe rivelarsi una strategia rischiosa. L’imprevedibilità degli eventi infatti, richiede studi e aggiornamenti continui, statistiche e modelli sempre aggiornati, conoscenza del territorio, informativa trasparente sulla tipologia dei rischi da parte delle istituzioni e, importante, più attenzione e consapevolezza da parte delle persone.
Quanto tempo ritieni di poter dedicare per approfondire le informazioni necessarie a proteggere i tuoi beni, i tuoi cari o la tua azienda, considerando tutte le variabili in gioco?

Sapevi che il cambiamento climatico sta spingendo il settore assicurativo a ridefinire la natura del rischio? Un esempio recente è rappresentato dall’alluvione che ha colpito l’Emilia Romagna, sollevando questioni cruciali riguardo alle possibili responsabilità di terze parti nella gestione del territorio, inclusa la realizzazione di soli 6 vasi di espansione su 12 inizialmente finanziati, e il suo potenziale impatto sulla gravità dell’evento.
In questo contesto, diventa evidente che la gestione dei rischi climatici coinvolge una vasta gamma di attori, dall’amministrazione pubblica alle imprese e ai cittadini stessi.
Cosa si può fare per mitigare gli effetti del clima sui rischi assicurativi?
Ecco una panoramica dei principali punti emersi nel Report IVASS annuale 2022 sull’andamento del settore assicurativo in Italia nel primo semestre del 2022:
Raccolta Complessiva: Nel corso del 2022, la raccolta totale di premi danni cresce del 4,6% rispetto all’anno precedente, mentre la raccolta vita diminuisce dell’11%.
Questi dati evidenziano un persistente divario tra la necessità di assicurazione e la copertura effettivamente sottoscritta in Italia. Mentre il settore danni ha mostrato una crescita positiva, il comparto vita ha registrato una flessione significativa.
Quindi cosa fa l’Italia? Se la gioca un pò a modo suo ma questo atteggiamento difensivo oggi si scontra con un gigante in movimento che ha quel bel nome di Natura. Ed è proprio su questa questione che l’Italia è lenta, con appena il 2,1% di premi sottoscritti a copertura di eventi atmosferici, mentre la Spagna è al 2,7%, la Francia al 3,1% e la Germania al 3,4%.
Queste le possibili azioni per muoversi a risoluzione di questa grande sfida:
Sensibilizzazione e Informazione: promuovere la consapevolezza dell’importanza dell’assicurazione contro i rischi climatici tra la popolazione, educando sulle diverse tipologie di eventi climatici e sugli impatti finanziari che possono comportare.
Educazione Finanziaria: favorire l’educazione finanziaria per aiutare le persone a comprendere i benefici dell’assicurazione e a valutare correttamente i rischi climatici che potrebbero influenzare le loro vite.
Analisi del Rischio Individuale: incoraggiare gli individui a valutare i rischi climatici specifici per la propria regione e situazione personale, ad esempio, valutando la necessità di assicurarsi contro danni causati da grandine o alluvioni.
Sviluppo di Prodotti Assicurativi Adeguati: le compagnie assicurative dovrebbero sviluppare prodotti assicurativi adeguati alle esigenze delle persone e delle imprese, offrendo copertura contro eventi climatici specifici.
Incentivi Governativi: favorire incentivi governativi che promuovano l’assicurazione contro i rischi climatici, ad esempio, attraverso agevolazioni fiscali per chi stipula polizze di assicurazione specifiche, come potrebbero essere rischi per danno incendio o rischi per danno alluvione.
Analisi dei Dati Climatici: utilizzare dati climatici e modelli avanzati per valutare e prevedere i rischi climatici futuri, in modo da adattare le polizze assicurative alle nuove realtà.
Collaborazione Pubblico-Privato: favorire la collaborazione tra il settore pubblico e privato per affrontare insieme le sfide climatiche, stabilendo meccanismi di condivisione dei rischi.
Misure di Prevenzione e Mitigazione: incoraggiare l’adozione di misure di prevenzione e mitigazione da parte delle imprese e dei cittadini per ridurre i danni causati dagli eventi climatici, ad esempio, l’installazione di sistemi di drenaggio per ridurre il rischio di alluvioni.
Trasparenza e Chiarezza: assicurarsi che le polizze assicurative siano trasparenti e chiare, in modo che i clienti comprendano appieno cosa coprono e cosa no, evitando sorprese in caso di sinistri.
Aggiornamento Costante: le compagnie assicurative dovranno tenere costantemente aggiornate le loro politiche e le loro tariffe per riflettere le nuove realtà climatiche e garantire che le polizze siano adeguate.
Partecipazione Comunitaria: favorire la partecipazione delle comunità locali nella pianificazione e nella gestione dei rischi climatici, cercando soluzioni collaborative e condivise.


Queste azioni rivestono un ruolo cruciale nel migliorare la gestione dei rischi climatici attraverso l’assicurazione. Questo settore, destinato a dominare nei prossimi decenni, si trova di fronte alla nuova frontiera dei rischi, che influenzeranno le politiche globali di gestione del territorio e dell’ambiente. Mentre la pandemia spinge verso un ritorno al commercio locale per favorire la sostenibilità ambientale, il settore assicurativo sta adottando una visione globale, dove i confini sono definiti solo dagli eventi atmosferici estremi.
E tu, quale ruolo puoi svolgere?
Investire in un’educazione assicurativa adeguata ti permette di garantire una copertura efficace contro i rischi, proteggendo non solo i tuoi beni e i tuoi cari, ma anche contribuendo alla stabilità del tuo paese, del nostro paese. Quando sottoscrivi una polizza assicurativa, affidi a una compagnia terza la responsabilità di risarcire danni causati da eventi come alluvioni o incendi. Questa azione non solo ti tutela, ma contribuisce anche a sostenere l’infrastruttura economica e sociale della tua nazione.
Ricorda che le azioni individuali hanno un impatto sociale, sia positivo che negativo. L’inerzia equivale a restare indietro mentre il mondo progredisce. La tua partecipazione attiva è essenziale per il progresso collettivo, poiché contribuire alla mitigazione dei rischi climatici attraverso l’assicurazione è una parte divenuta fondamentale per il domani a partire da adesso.
3. Come il cambiamento climatico incide sulla finanza
L’impatto del cambiamento climatico sul settore finanziario è di enorme rilevanza e richiede una considerazione accurata.
L’evento eccezionale di piogge torrenziali che hanno dato origine alla devastante alluvione in Emilia-Romagna nel maggio 2023 è stato un avvenimento climatico eccezionale. Ci ha reso consapevoli di quanto gravi possano essere le conseguenze di un clima estremo e non solo, anche sconosciuto. Ci ha reso fragili ma ha scoperchiato la grande resilienza di cui è capace l’uomo di fronte alle grandi sfide da affrontare.
Esaminiamo ora alcuni aspetti che mettono in luce i rischi finanziari derivanti da simili eventi:
Rischio di credito: l’alluvione ha causato danni significativi ad aziende in vari settori, tra cui l’industria, l’agricoltura e il turismo. La perdita di attrezzature elettroniche, arredi, macchinari, nonché il danneggiamento del bestiame e delle colture, può avere un impatto negativo sulla capacità di credito delle famiglie e delle imprese perchè può rendere estremamente difficile ottenere prestiti o mutui, limitando le opportunità di crescita economica.
Rischio di mercato: gli enormi danni subiti dalle imprese a causa della perdita di bestiame, colture e attrezzature industriali hanno avuto un impatto diretto sui loro profitti e sul reddito delle famiglie coinvolte. Inoltre, questa situazione ha portato ad un aumento dei prezzi dei beni di consumo a causa della ridotta disponibilità dei prodotti medesimi, contribuendo così alla volatilità dei mercati finanziari. Questo può comportare potenziali perdite per gli investitori e instabilità economica più ampia.
Rischio di liquidità: l’interruzione improvvisa delle attività economiche a seguito dell’alluvione ha reso difficile per molte imprese e famiglie accedere alla liquidità necessaria per affrontare le sfide finanziarie. Questa situazione ha causato un deterioramento delle condizioni di credito dovuto al crescente rischio imprenditoriale.
Avrai sentito spesso parlare da giornali, riviste, testate editoriali della “globalizzazione“.
Sapevi che la globalizzazione per l’approvvigionamento delle merci ha contribuito all’aggravarsi della crisi climatica?
Durante la pandemia, abbiamo assistito all’interruzione di una parte significativa del sistema produttivo, provocando uno squilibrio significativo nella distribuzione delle merci, dovuto in gran parte, allo stop delle partenze delle grandi navi container dai porti asiatici, specialmente in Cina. Nel 2021, l’arresto della catena di approvvigionamento tra l’Asia e gli Stati Uniti ha generato difficoltà per aziende come Apple, che hanno subito carenze di componenti elettronici provenienti dall’Asia, costringendo l’azienda a ridurre la produzione di alcuni suoi modelli come l’iPhone, causando una conseguente diminuzione del valore delle sue azioni nella Borsa americana.
Il fallimento della Lehman Brothers del 2008
Come avrai intuito anche il contesto finanziario è globale, e lo è già da diversi decenni, vedi il terremoto finanziario originatosi dal fallimento della quarta banca mondiale, la Lehman Brothers del 2008, ancora oggi non del tutto risolta.

Il fallimento della Lehman Brothers è stato causato da una combinazione di fattori, tra cui:
La bolla dei mutui subprime: La Lehman Brothers aveva investito in grandi quantità di mutui subprime, che sono mutui concessi a persone con un cattivo merito creditizio. Quando il mercato immobiliare statunitense ha iniziato a crollare nel 2007, il valore di questi mutui è diminuito drasticamente, causando perdite significative per la Lehman Brothers.
La crisi di liquidità: La crisi dei mutui subprime ha portato a una crisi di liquidità nel sistema finanziario globale. Le banche hanno iniziato a ridurre i prestiti tra loro, rendendo difficile per la Lehman Brothers ottenere il denaro di cui aveva bisogno per operare.
La mancanza di regolamentazione: Il settore finanziario era scarsamente regolamentato negli anni precedenti al fallimento della Lehman Brothers. Ciò ha permesso alle banche di assumere rischi eccessivi, che alla fine hanno contribuito al loro crollo.
In sintesi, il fallimento della Lehman Brothers è stato un evento complesso generato da una combinazione di fattori economici, finanziari e politici e ha avuto un impatto significativo sulla crisi finanziaria globale del 2008, trascinando gli Stati Uniti alla recessione più grave dal 1929 ma non la più grave e se vuoi sapere il motivo continua a leggere.
La finanza è priva di confini, come il clima change
Immagina un danno alluvionale disastroso che colpisce un’azienda di una certa rilevanza economica localizzata per esempio in Asia. La velocità del contraccolpo mette subito in difficoltà tutta la filiera ad essa collegata provocando volatilità dei mercati finanziari mondiali per quel settore, esattamente come è successo alla banca americana, il cui fallimento provocò un vero e proprio terremoto finanziario.
Forse saprai che quando acquisti una quota di un fondo, stai inserendo nel tuo portafoglio piccole quote di tutte le società sulle quali quel fondo sta investendo i tuoi soldi. L’azienda asiatica distrutta da un evento climatico disastroso potrebbe essere presente con una quota di rilievo nei piani di investimento di quel fondo. Ti ritroveresti dall’oggi al domani a perdere i tuoi soldi se non hai anticipatamente valutato il rischio.
Pensi di avere conoscenze specifiche per indirizzare in modo corretto le tue scelte finanziarie?

Il flusso degli investimenti segue il flusso economico del momento, perchè da sempre la moneta segue il mercato. Una conoscenza approfondita delle dinamiche economiche in atto è basilare per individuare la giusta strategia di investimento.
Come risposta, il mercato sviluppa nuovi strumenti e sempre più complessi.
Cosa fa l’Unione Europea per contrastare il cambiamento climatico?
Forse avrai già sentito parlare della sigla ESG, che rappresenta un insieme di normative pensate per individuare le aziende che adottano politiche di sostenibilità e difesa ambientale. ESG è l’acronimo di Environmental, Social, and Governance. Questo approccio d’investimento considera le performance ambientali, sociali e di governance di un’azienda. Gli investitori ESG scelgono di investire in aziende che eccellono in questi aspetti, ritenendo che siano più sostenibili e meno esposte a crisi finanziarie.L’approccio ESG è in crescita costante, poiché gli investitori sono sempre più consapevoli dell’importanza della sostenibilità, proprio come un treno uscito lentamente dalla stazione, ora sta prendendo velocità per raggiungere un numero sempre maggiore di persone. Nel 2022, il mercato degli investimenti ESG ha raggiunto un valore di 35,3 trilioni di dollari.
Anche l’Unione Europea si sta muovendo a favore della sostenibilità ambientale attraverso l’emanazione di normative che indirizzano le aziende a recepire l’urgenza climatica.
Conosci la sigla CSRD?
La Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) è una direttiva dell’Unione Europea che rende obbligatorio per le aziende di determinate dimensioni o quotate in Borsa rendicontare la propria sostenibilità attraverso strumenti adeguati come il bilancio di sostenibilità. I principali requisiti della direttiva CSRD includono:
- L’obbligo di rendicontazione per tutte le società di grandi dimensioni e le società quotate, indipendentemente dal loro settore di attività.
- L’obbligo di rendicontare su un’ampia gamma di argomenti di carattere non finanziario, tra cui:
- Impatti ambientali e sociali
- Diritti umani
- Diritti del lavoro
- Governance
- L’obbligo di rendicontare in modo completo, accurato e imparziale.
- L’obbligo di sottoporre la rendicontazione non finanziaria a revisione indipendente.

La direttiva CSRD è un ulteriore importante passo avanti nella promozione della trasparenza e della responsabilità delle aziende in materia di sostenibilità poiché è un documento di libera visione. Infatti, la direttiva aiuterà gli investitori, i clienti e i consumatori a prendere decisioni più informate e responsabili.
Questi sono solo gli aspetti più evidenti della grande metamorfosi in atto nel contesto finanziario mondiale.
Un’aspetto industriale più conosciuto di cui avrai sentito parlare è la transizione ecologica del settore dell’auto.
L’urgenza delle sfide climatiche è infatti stata recepita dalla Commissione Europea, avanzando una proposta ambiziosa: vietare la vendita di nuove auto a motore termico a partire dal 2035 e incrementare il limite di riduzione delle emissioni di CO2 dai veicoli per il trasporto di persone al 55% entro il 2030. L’Europa ha già avviato una serie di misure per ridurre drasticamente le emissioni di gas serra entro il 2035, come indicato nel seguente cronoprogramma:
- – 14 luglio 2021: proposta della Commissione Europea di vietare la vendita di auto nuove a motore termico dal 2035.
- – 28 ottobre 2021: approvazione della proposta da parte del Parlamento Europeo.
- – 14 febbraio 2023: approvazione della proposta da parte del Consiglio dell’Unione Europea.
- – 2026: entrata in vigore della tassazione sulle emissioni per aerei e navi.
- – 2030: obbligo per i veicoli commerciali di ridurre le emissioni del 50%.
- – 2035: divieto di vendita di nuove auto a motore termico in Europa.

Questo nuovo orientamento normativo sta ridefinendo il panorama globale della produzione. La Cina, il paese con la più grande proprietà di terre rare dove si estraggono i 17 elementi chimici essenziali per la produzione di molti componenti elettronici, sta puntando alla leadership nel settore delle batterie elettriche, fondamentali per il funzionamento delle auto elettriche. La sua politica nell’export sta sempre più confluendo in una restrizione delle esportazioni di tali elementi.
Con la svolta ecologica all’elettrico, le materie prime del reparto hanno subito oscillazioni di prezzo nei mercati finanziari, con ricadute anche sui consumi, partecipando all’aumento del tasso di inflazione.
Tu puoi contribuire in modo diretto. Lo puoi fare anche in modo significativo attraverso l’investimento in aziende impegnate nella riduzione delle emissioni di gas serra, ottenendo prestiti agevolati per progetti di energie rinnovabili ed efficienza energetica e l’investimento in fondi pensione sostenibili che supportano la lotta al cambiamento climatico.
Ma tu sai districarti in questa intricata maglia di strumenti finanziari?

4. Come il cambiamento climatico incide sul rischio finanziario
Nel capitolo precedente abbiamo esaminato l’impatto crescente del cambiamento climatico sull’industria finanziaria e come gli investitori stiano affrontando queste sfide emergenti attraverso strategie come l’approccio ESG e investimenti sostenibili.
Ora, spostiamo la nostra attenzione sulle implicazioni più specifiche tra il clima e il rischio finanziario. Scopriremo come l’instabilità climatica può tradursi in rischi finanziari concreti e quali strategie possono essere adottate per affrontarli efficacemente.
Voglio dapprima condurti in una riflessione semplice ma profondamente significativa. Pensa alla parola “cambiamento”.
Quando pronunci la parola “cambiamento”, probabile ti vengano in mente molti aspetti quotidiani, come potrebbe essere cambiare le lenzuola, cambiare i vestiti, cambiare l’auto, cambiare scuola, cambiare lavoro e molti altri. La riportiamo su così tanti contesti che quasi ne perdiamo di vista il suo significato più profondo, dove con il cambiamento in realtà ci dirigiamo verso altro di diverso dal precedente. Quando dici “cambio le lenzuola” in realtà non le stai “cambiando” ma, semplicemente, le stai sostituendo.
Il linguaggio è uno strumento potente per comunicare e condividere le emozioni che accompagnano la parola. Spesso infatti, pronunciamo “cambiamento” in modo superficiale, rischiando di perdere di vista il suo valore più profondo.
Cambiare auto non è come dire cambiare vita, l’approccio mentale alla visione delle due realtà è completamente differente.Cambio auto con una simile, cambio vita con altra molto diversa dalla precedente e questo tipo di cambiamento fa insorgere ansia, paure, preoccupazioni e molto altro ma non se penso al cambio auto o anche al cambio città.
Il cambiamento climatico è un cambiare vita.
Immagina un fiume nell’Appennino bolognese che solitamente veniva riempito dalle nevi invernali, il suo scrosciare come sottofondo e quel bel fresco rilasciato dal suo vapore acqueo che tanto amiamo nelle giornate di caldo. Era un habitat con una sua specifica fauna ittica e frequentato da farfalle attratte dai suoi fiori, un vero e propio ecosistema in versione locale.


Ma con il cambiamento climatico che stiamo vivendo, quel fiume oggi è asciutto oppure esonda. È diventato qualcosa di completamente diverso da ciò che era.
E anche tu. Tutti noi.
Solo quando “vedi” il cambiamento ne hai la percezione consapevole ma questa visione della realtà è molto fuorviante perché non si ha la capacità di anticipare la portata dell’evento prima che esso si verifichi.
Il rischio finanziario (così come il rischio assicurativo) si basa spesso su elementi intangibili, su minacce che non possiamo vedere, ma che possono avere un impatto significativo sulle nostre vite.
Ora andiamo ad analizzare alcuni tipici atteggiamenti legati alla percezione del rischio e che possono indirizzarti verso scelte discutibili.La nostra percezione del cambiamento climatico è infatti soggettiva e può essere influenzata da una serie di fattori che orientano le nostre decisioni.
1. Comprendere la resistenza al cambiamento
Le abitudini costituiscono una sorta di ancoraggio emotivo che ci dona una sensazione di sicurezza. Rappresentano il nostro rifugio quotidiano, e qualsiasi deviazione dalla routine ben consolidata può generare incertezza. Questo fenomeno è umano e del tutto normale. Un fatto mio personale può aiutare a chiarire questa resistenza al cambiamento.
Quando ero una dipendente presso una catena di alberghi di Bologna, ogni giorno maturavo una crescente consapevolezza che non era l’ambiente in cui volevo trascorrere la mia carriera. Però, la prospettiva di lasciare quell’impiego stabile a tempo indeterminato per intraprendere un percorso sconosciuto mi riempiva di ansia, timore e tanta paura. Mi sentivo travolta dalla vastità di una decisione enorme, una reazione comune. Una mattina come tante, senza pensarci troppo, ho affrontato il mio responsabile e gli ho esposto la mia intenzione di lasciare l’impiego come commerciale per raggiungere il mio obiettivo.
La diffidenza, i timori, le incognite o le sfide che il cambiamento presenta possono diventare l’ostacolo che ti blocca nella tua zona di comfort. Tuttavia, è fondamentale riconoscere che, anche se la resistenza al cambiamento è una risposta naturale, ma può essere superata con la giusta motivazione e un piano d’azione ben definito.
2. Riconoscere la disinformazione
La disinformazione è diventata un problema sempre più rilevante nell’era di Internet, grazie alla facilità di diffusione offerta da questa tecnologia. Riconoscere una notizia falsa può essere una sfida, ma una soluzione altrettanto accessibile è affidarsi a fonti autorevoli come testate giornalistiche, riviste scientifiche e organizzazioni certificate, universalmente riconosciute per la loro serietà nella diffusione delle informazioni.

Ho effettuato una ricerca sul web e sia ChatGPT, sia Bard sia Bing alla specifica domanda di ottenere le fonti giornalistiche affidabili di enti e quotidiani e quelle non affidabili mi è stato dato questo risultato:
- Ansa: il sito di informazione più conosciuto, considerato il giornale online più affidabile, con l’82% di fiducia rispetto all’80% dell’anno scorso 1. (Agenzie di stampa affidabili: Adnkronos, ANSAmed, Agi, Askanews)
- SkyTG24: si riconferma tra le testate italiane più affidabili ed autorevoli, con il 76% di fiducia 1.
- Il Sole 24 Ore: sito del Sole 24 Ore, un quotidiano nazionale con sede a Milano che si occupa principalmente di economia e finanza 2.
- La Stampa: quotidiano italiano fondato a Torino nel 1867 1.
Ecco invece un elenco di enti scientifici italiani:
- Istituto Nazionale di Ricerca Meteorologica (INRIM): ente pubblico di ricerca che si occupa della meteorologia in Italia 3.
- Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR): ente pubblico di ricerca che si occupa della promozione della ricerca scientifica in Italia 4.
Per quanto riguarda i quotidiani non affidabili, consiglia di evitare siti come:
- Oggi
- Ilmessaggio.it
- La Verità
- Il Quotidiano
- Libero
- Il Giornale
Questa la situazione generale. La disinformazione sul clima ha toni dal contorno ancora più aspro perché gli interessi economici in ballo sono molti, e molto ingenti, motivo per cui molti operatori avanzano teorie negazioniste con ogni mezzo.
Durante l’attività del Governo inglese presieduta da Tony Blair, il medesimo commissionò all’economista Nicholas Stern di redigere uno studio sull’impatto che il cambiamento climatico avrebbe avuto sulla vita del pianeta e delle persone. Nell’ottobre del 2006 fu pubblicato l’ormai conosciuto come il Rapporto Stern e più esattamente “The Economics of Climate Change: The Stern Review” , un volume di ben 700 pagine. È divenuto il punto di riferimento per tutte le politiche economiche da attuare a favore della sostenibilità mondiale e sui rischi climatici è molto esplicito. Questa la sua frase più conosciuta:
“I benefici di un’azione forte e tempestiva superano di gran lunga i costi economici del non agire.”
Nicholas Stern
La disinformazione contribuisce alla scarsa percezione dei rischi climatici con conseguenze spesso inimmaginabili.
La frequenza degli eventi climatici estremi sta aumentando, e l’Italia, con la sua topografia montuosa e collinare, è particolarmente vulnerabile. La mancanza di informazioni sul luogo in cui si vive può avere gravi conseguenze economiche. Le intense piogge di maggio 2023 hanno causato gravi danni nella provincia di Bologna, con frane che hanno modificato il paesaggio collinare e strade chiuse o collassate a causa del terreno saturato d’acqua. Anche in settembre 2023, molte zone montane sono ancora in riparazione a causa dei danni subiti.

3. Effetto distante
Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), nel 2021, il 70,8% delle famiglie italiane possedeva la casa in cui viveva, mentre il 20,5% viveva in affitto.
I fatti recenti avvenuti nel nostro Paese devono essere spunto di seria riflessione. Le frane e le alluvioni avvenute in zone considerate sicure a livello topografico, con tanto di certificazioni scientifiche, a causa degli ultimi eventi estremi e per la loro forte imprevedibile violenza, dovrebbero indurre le istituzioni a muoversi verso un’aggiornamento delle zone a rischio con i relativi nuovi livelli di sicurezza a cui collegarli. Il cittadino a sua volta però, non è esonerato dall’obbligo di conoscenza.
È necessario porsi la domanda: i miei cari, i miei beni, la mia azienda sono al sicuro?
Uno dei motivi per cui le persone hanno una bassa percezione assicurativa è dato dall’effetto distanza, ossia il fatto che molte persone vedono il cambiamento climatico come un problema lontano nel futuro o che colpisce solo territori lontani. Un atteggiamento che potrebbe avere conseguenze molto gravi, proprio perchè i rischi climatici sono già presenti, stanno già condizionando le vite di tutti noi e colpiscono già tutto il territorio.
Dunque il rischio finanziario è strettamente collegato alla percezione che tu e ognuno di noi abbiamo del rischio climatico. Conoscere questi rischi ci aiuta ad adottare misure per mitigarli, ma siamo lenti ad agire, e non solo, siamo anche paradossali perchè le emissioni di gas serra sono addirittura in aumento. Vedi i dati rilasciati dall’Organizzazione meteorologica mondiale (WMO – Bollettino n. 17 sui gas serra) secondo la quale, l’accumulo di gas riscaldanti nell’atmosfera è salito a livelli record nel 2020 nonostante la pandemia. Motivo in più per agire fin da subito.
5. Come mitigare i rischi finanziari legati al cambiamento climatico
È necessario innanzi tutto, evidenziare un fatto: tutte le transizioni tecnologiche richiedono un’ingente quantità di risorse iniziali e quella ecologica in atto forse ne richiederà molte più di altre già verificatesi in passato ma, dati e studi lo certificano ormai da tempo, saranno nettamente inferiori al non agire per cambiare.
Il non agire ha infatti la conseguenza di inasprire i costi in modo anche considerevole. Nel suo Rapporto Stern l’economista è molto esplicito: già nel 2006 esponeva la percentuale sui costi delle conseguenze climatiche attorno all’1% del PIL mondiale e, ogni anno di ritardo sull’agire avrebbe innalzato la percentuale anche fino al 20% del PIL mondiale, un’impatto simile alla grande crisi del 1929 o alla crisi economica delle due guerre messe assieme.
Vediamo alcuni punti chiave sul come mitigare i rischi finanziari alla crisi climatica:
1. Rischio di transizione ecologica: le aziende che operano in settori ad alta intensità di carbonio, come il settore dell’energia fossile, potrebbero affrontare rischi significativi dovuti alla transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio. Questi rischi includono il deprezzamento degli attivi legati ai combustibili fossili e l’obbligo di effettuare investimenti costosi per adeguarsi alle nuove normative ambientali.
2. Rischio fisico: il cambiamento climatico può comportare rischi fisici diretti per le aziende. Questi possono includere danni alle infrastrutture a causa di eventi climatici estremi, come inondazioni o uragani, interruzioni nella catena di approvvigionamento a seguito di calamità naturali e perdita di valore delle proprietà dovute all’innalzamento del livello del mare o, addirittura, a causa di imponenti alluvioni come quella subita dall’Emilia Romagna nel maggio 2023.
3. Rischio di mercato: i mercati finanziari sono sempre più sensibili alle preoccupazioni legate al cambiamento climatico. Le aziende che non riescono a dimostrare un impegno nei confronti della sostenibilità potrebbero vedere diminuire il loro valore di mercato a causa della crescente domanda di investimenti sostenibili.
4. Rischio di reputazione: le aziende possono subire danni significativi alla loro reputazione se vengono percepite come inquinanti o insensibili alle questioni ambientali. Questo può portare a perdite di clienti e investitori.
5. Opportunità finanziarie: d’altra parte, le aziende che adottano misure per affrontare il cambiamento climatico possono beneficiare di nuove opportunità finanziarie. Ad esempio, l’adozione di tecnologie verdi o l’investimento in energie rinnovabili possono generare nuovi flussi di entrate.
6. Regolamentazione: l’evoluzione delle normative ambientali e climatiche potrebbe comportare nuovi obblighi finanziari per le aziende. Queste normative possono influenzare la redditività e la conformità normativa delle aziende.
7. Emissioni di carbonio: la tassazione delle emissioni di carbonio e i mercati delle quote di emissione stanno emergendo come strumenti per affrontare il cambiamento climatico. Le aziende che producono molte emissioni di carbonio potrebbero subire costi aggiuntivi a causa di tali iniziative.
8. Analisi ESG: gli investitori stanno sempre più considerando i fattori ambientali, sociali e di governance nelle loro decisioni. Le aziende con buone performance ESG potrebbero attirare più investimenti e beneficiare di costi di finanziamento inferiori. In generale, il collegamento tra rischio finanziario e cambiamento climatico richiede una maggiore trasparenza, una migliore valutazione dei rischi e delle opportunità e una pianificazione strategica da parte delle aziende per affrontare le sfide legate all’ambiente in modo proattivo. Tutto questo apre scenari di interessanti opportunità di investimento nel settore.
6. Sfide climatiche: azioni proattive per un mondo in cambiamento
Conosci il Crowdfounding?
Il crowdfunding è la pratica di finanziare un progetto o un’impresa raccogliendo denaro da un gran numero di persone, tipicamente tramite internet. La parola “crowdfunding” è stata coniata dall’imprenditore Michael Sullivan nel 2006.
Nel 2015 sono stati raccolti 34 miliardi di dollari in tutto il mondo. Poniamo ora a confronto due metodi:
- Banca: eroga grossi investimenti per finanziare nuovi progetti, quindi una istituzione=tanta moneta
- Crowdfounding: eroga grossi investimenti per finanziare nuovi progetti, quindi tante persone=poca moneta
Cosa significa? La struttura rigida e gerarchica delle banche supporta finanziariamente solo alcuni progetti che rispondono a certi requisiti, mentre il crowdfounding è un metodo fluido, libero da strutture e gerarchie in grado di finanziare molti progetti perchè parte dal “basso” dove tante persone versano “poco” raggiungendo però ampie somme.
Noi tutti siamo quel “basso” che può agire con poche azioni a favore della sostenibilità con “poco” ma fatto da molti, ottenendo un impatto positivo notevole. Le azioni possono essere:
- ottimizzare il consumo idrico
- fare la spesa in modo consapevole agevolando i prodotti locali
- spostarsi con mezzi a basso impatto di emissioni di gas serra
- ridurre lo spreco
Ogni persona dovrebbe essere consapevole del potere di cui dispone per cambiare le cose, perchè questo potere è nel nostro portafoglio e del dove dirigiamo i nostri soldi comprando questo invece di quello. E non ci crederai, ma la soluzione è tutta qui.
7. Conclusioni
Come avrai potuto comprendere dalla lettura del mio articolo, viviamo vite avvolte dalla complessità perenne quando vorremmo invece, alzarci ogni mattina e sentirci più leggeri, sollevati da emozioni che appesantiscono i nostri stati d’animo.
La mia stessa professionalità è in evoluzione. Nuove normative emanate dall’Unione Europea stanno cambiando la gerarchia, l’affidabilità professionale di tutti gli attori del mondo assicurativo-finanziario proprio in risposta alle sfide in essere. Queste richiedono competenza, serietà, affidabilità, caratteristiche imprenscindibili per conquistare la fiducia del cliente, la tua fiducia.
La mia mission è aiutarti a riflettere su pensieri e logiche facilmente sfuggenti nel pressing quotidiano in cui viviamo. Un pò come fermarsi un attimo in una giornata impegnativa e alzare lo sguardo verso l’alto, osservare le nuvole, il sole, e respirare, comprendere che i pensieri sono solo nostri, i problemi che ne derivano anche, e che le scelte possono assumere stati di semplicità impensabili solo per il fatto di fermarsi per vedere ciò che è. Non siamo macchine, abbiamo bisogno di collaborare, parlare, dialogare con le persone giuste nel supportarci alla risoluzione di un problema. Riuscire a vedere la strada ci aiuta a vedere la soluzione.
Il mio ruolo professionale è guidarti verso la semplicità e sollevarti dalla pesantezza dei tuoi problemi finanziari, previdenziali e assicurativi.
FAQ
Rischi assicurativi e finanziari legati alla crisi climatica
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