Il rapporto “Cambiamenti climatici, infrastrutture e mobilità“, pubblicato nel 2021 dalla Commissione Carraro, analizza gli impatti attuali e futuri del cambiamento climatico sulle infrastrutture per il trasporto in Italia, sia a livello nazionale che locale. Sulla base di queste informazioni, il rapporto presenta poi una serie di raccomandazioni per gestire al meglio le mutate condizioni climatiche, sia in termini di adattamento (cioè per aumentare la resilienza e adattarsi agli impatti dei cambiamenti climatici) che di mitigazione (cioè per ridurre le emissioni di gas serra), con un approccio territoriale. Di seguito, una sintesi delle principali analisi e dati cotenuti nel rapporto.
Rischi e impatti climatici
- I cambiamenti climatici pongono seri vincoli alla crescita economica dell’Italia e si prevede che, in uno scenario di riscaldamento di +2oC, causeranno una perdita del PIL fino al 2% entro il 2050. In uno scenario di riscaldamento di +2,7oC, la perdita di PIL dovrebbe raggiungere il 2,5%, mentre in uno scenario di riscaldamento di +4,4oC, la perdita di PIL potrebbe raggiungere il 3,7%.
- Si prevede che il cambiamento climatico abbia un impatto sempre maggiore sulla società e sul benessere umano. Secondo le proiezioni, il cambiamento delle condizioni climatiche aumenterà il tasso di mortalità dell’ 86% -137% (nell’ipotesi di RCP 4,53), soprattutto a causa dell’aumento del numero di decessi prematuri dovuti a eventi meteorologici estremi, come ad esempio ondate di calore, inondazioni e incendi. È probabile che i cambiamenti climatici riducano anche la produttività e aggravino le differenze regionali e socio-economiche esistenti.
- Gli impatti fisici dei cambiamenti climatici sono destinati a diventare più frequenti e più estremi. Nei prossimi decenni, si prevede un aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi meteorologici estremi, con tempeste di vento più frequenti, eventi estremi di precipitazioni più intensi e frequenti (soprattutto nelle regioni centrali e settentrionali dell’Italia), tempeste costiere più estreme (soprattutto nell’alto Adriatico e nell’alto Tirreno), ondate di calore, incendi e siccità più più intensi e per periodi piu’ estesi, nonché inondazioni fluviali più intense. Si prevede che le regioni meridionali sperimenteranno eventi di siccità particolarmente estremi, con la Sardegna e la Calabria che subiranno il peggioramento più pronunciato delle condizioni di siccità di tutto il paese.Cambiamento climatico e infrastrutture
- Entro il 2050, l’impatto economico diretto dei cambiamenti climatici sulle infrastrutture dovrebbe aumentare fino a 5,17 miliardi di euro all’anno, il che corrisponde a un incremento di circa 12 volte rispetto alle stime attuali dei danni. Complessivamente, in assenza di misure di adattamento, si prevede che i danni totali alle infrastrutture – compresi gli impatti diretti e indiretti dei cambiamenti climatici – raggiungeranno lo 0,33% – 0,55% del PIL italiano nel 2050.
- Oggi, la maggior parte dei danni alle infrastrutture causati dal clima in Italia è dovuta alle inondazioni fluviali. Tuttavia, si prevede che l’ammontare relativo ai danni causati da siccità e ondate di calore aumenterà, rappresentando circa il 92% dei danni climatici previsti per il 2041- 20704 , rispetto al 31% osservato nel periodo 1981-2010.
- In termini economici, gli impatti climatici sulle infrastrutture saranno probabilmente più pronunciati nelle regioni settentrionali e tirreniche del Paese, che ospitano una maggiore concentrazione di beni e servizi infrastrutturali.Fonte: (Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (MIT), 2022[3])
